Nel precipizio della superficialità

Quelli de “il bene comune” cercano di fare le cose in grande, a cominciare dal sottotitolo della rivista, che recita “Arte cultura e civiltà per il Molise del Terzo Millennio”.

Il numero di gennaio 2004 si presenta come un elegante volumetto, sia pure a fogli incollati, con una riproduzione di Magritte in copertina e un inevitabile richiamo “Alla ricerca dell’identità molisana”. Non mancano addentellati nel mondo degli studenti della provincia di Campobasso e dell’ambientalismo molisano. C’è poi tutta una serie di firme di prestigio dal direttore Ruggieri ad Adalberto Curari, da Felice Del Vecchio a Girolamo La Penna, a Roberto Ruta. Sì, proprio lui, il vulcanico deputato della Margherita che qui discetta di “alcuni tratti identificanti della regione Molise” ed è presentato in sommario come “il più giovane deputato della nostra storia parlamentare”.


Ora, Antonio Ruggieri, che nel suo servizio sulle politiche culturali intitolato “il precipizio della banalità” si bea di citare e parafrasare Platone, Marx, Baudrillard niente di meno, per chiudere ovviamente con Heidegger, ci perdonerà se al contrario ci permettiamo di volare basso basso per il dovere di rimarcare la cantonata presa con Ruta.


Roberto Ruta, classe 1966 (fonte: Leopoldo Feole) è stato eletto nel 2001, a trentacinque anni non ancora compiuti. Non molti a dire il vero. Ma non ci saremmo mai sognati di dover ricordare a Ruggieri e alla sua redazione che ci sono stati parlamentari molisani molto più giovani del deputato campobassano: Girolamo La Penna, classe 1924, fu eletto nel 1956 a 32 anni, mentre Giacomo Sedati, classe 1921, fu eletto nel 1948 ad appena 27 anni.

È il destino dei filosofi e di chi bazzica con i filosofi. Successe a Talete, è successo anche a Ruggieri di mirare alto e cadere nel precipizio della superficialità (ci sia perdonato l’ossimoro).

Nel precipizio della superficialitàultima modifica: 2004-02-06T18:22:11+01:00da donatig1
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